Lo show del garante Cinque Stelle era iniziato sotto i migliori auspici. «Questa è una campanella. Se vado fuori tono mi suoni», così si era rivolto in modo tranquillizzante a Fabio Fazio, entrando nello studio tv. Ma Grillo fa Grillo e non ha saputo resistere. Un fiume in piena, difficile da arginare: ha citato aneddoti già presenti negli ultimi spettacoli, infilato battute. Ripetendo più volte, quella che sembra una scelta (forse) definitiva tra spettacolo e politica. «Non posso condurre o portare a buon fine un movimento politico, mi sono ritirato a guardare cosa succede».
Non risparmia nessuno
L’attesa era grande: mancava dal piccolo schermo da quasi dieci anni. E il suo ritorno è stato subito Beppe Grillo-Show. Un monologo di oltre mezz’ora, in cui il garante dei Cinquestelle non risparmia nessuno, tantomeno i suoi. «Giggino la cartelletta, parlo di Di Maio, era il politico più preparato ma non pensavamo si facesse prendere dal potere di organizzare le persone. Conte l’abbiamo scelto io e lui. Io guardavo i programmi, le idee, se è di destra o sinistra non importa, se un’idea è buona. Ma poi ci ha pugnalato…».
L’ironia su Conte
Giuseppe Conte: «Quando l’ho scelto non era iscritto al Movimento. È un bell’uomo, un laureato, parla inglese, poi parlava e si capiva poco… perfetto per la politica… ma è migliorato». E ammette che: «C’è stato un bel litigio all’inizio». Ce n’è anche per l’attuale esecutivo. «Questo governo è una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica. Devi stare fermo e quando si asciuga si stacca da solo.» E aggiunge: «Il tessuto sociale si sta scollando» e il governo «cerca di fare quello che può».
Lo stop di Fazio
Grillo cerca anche di parlare, nel suo intervento, di Giulia Bongiorno, avvocato della controparte nel processo che vede coinvolto il figlio Di Grillo e senatrice della Lega. «È un avvocato, presidente della commissione Giustizia, è una senatrice della Lega che fa comizietti davanti ai tribunali, dove c’è una causa a porte chiuse… È inopportuno. Così si mischia tutto». Ma Fabio Fazio lo stoppa, giudicando quest’ultimo intervento inopportuno.
Sì, sono il peggiore
Ma il fiume in piena non si arresta. Tra il serio e il faceto, Grillo snocciola ricordi: «Ho fondato il Movimento ma mi ero iscritto al Pd, ad Arzachena. Non sono qui per capire se sono il peggiore. Sì, io sono il peggiore. Io ho peggiorato questo Paese, non c’è battuta. L’ultima intervista con Vespa ho perso le elezioni, tutti quelli che ho mandato aff… sono al governo, ho combattuto tutto il mondo ed ora vado in un bar e mi fate pagare il caffè». Sono lontani i tempi dello Tsunami tour, dalla ribalta dei palazzi e dal nuovo corso del M5S, ma Grillo continua a stupire e interessare, come dimostrano gli ascolti strepitosi di ieri sera a CTCF sul Nove.